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Oria Gargano, la parola che resta

Tempo di lettura: 2 minuti

Femminista e giornalista, Oria Gargano ha fondato e presieduto BeFree, cooperativa sociale nata per contrastare tratta, violenza e discriminazioni.
Ha saputo unire politica e cura, teoria e azione, costruendo percorsi di libertà per donne e soggettività marginalizzate, con una visione radicale e concreta del femminismo.
È scomparsa il 29 ottobre 2025, lasciando dietro di sé un’eredità viva di parole, relazioni e pratiche che continuano a muoversi tra chi l’ha conosciuta e chi ne ha soltanto ascoltato l’eco.

Quando una donna dice la verità, crea la possibilità di un mondo diverso
– Adrienne Rich –

Oria per me, e per moltə, era un’amica e una sorella.
L’ho conosciuta più di vent’anni fa, al mio primo corso da operatrice antiviolenza.
Avevo già seguito qualche corso sulla violenza, ma nulla che avesse il sapore politico e trasformativo di quello di BeFree.
Ero già attivista femminista, militante politica, e tante donne avevo conosciuto.
Ma è stata Oria a mettermi davanti a una verità semplice e bruciante: che ero anche una sopravvissuta. E che, in modi diversi, lo eravamo tutte. Nessuna esclusa.

È stata lei a dare un senso alla parola sorellanza. Non come rifugio, ma come attraversamento.
Scoprivo così che la sorellanza non era chiudersi tra uguali (qualcuna deve ancora scoprirlo), ma attraversare le differenze, ascoltare le esperienze delle altre, anche quando fanno attrito.
Un gesto politico, non solo affettivo.

Con Oria ho imparato che la violenza non si racconta in una sola lingua.
Che c’è nelle vite delle sex workers, nelle storie di tratta e di traffico, nelle transizioni, nelle precarietà, nei corpi che resistono.
E che non si può combattere la violenza rendendo precarie le donne che la contrastano.
Per lei, se chi sostiene altre donne non può provvedere a sé, quel servizio deve fermarsi: non può esserci autodeterminazione senza dignità.

Ho sentito molte voci dire il contrario. Dire che quattro euro l’ora bastano, perché questo è attivismo, non lavoro.
Ma io non ho mai dimenticato le parole di Oria.
Neanche quando mi è costato caro tenerle vive.
Come diceva lei, può essere faticoso, ma è bello capire di avere ragione.
Ci ho messo del tempo ad apprezzare questa bellezza, ma è tutto vero.

BeFree era il luogo dove la sua visione diventava pratica quotidiana di libertà. Meraviglioso attraversarlo.

Lasciano un vuoto solo le persone che hanno generato presenza.
Oria lo ha fatto.
Ha lasciato in moltə di noi un modo di guardare il mondo, di nominare le cose, di non arretrare.
La sua voce non è finita: continua a passare di bocca in bocca, come una parola d’ordine antica, come un’eredità viva.

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